Guida · Centrale Rischi e rating

Come leggere la Centrale Rischi di Banca d'Italia

È il documento che ogni banca guarda prima di concederti credito. Vediamo come richiederla, cosa c'è scritto e quali righe pesano di più sul giudizio.

Report Impresa 360 · 2026

Quando chiedi un fido, un mutuo o un anticipo fatture, la banca non si basa solo sul bilancio. Guarda anche come ti sei comportato con tutte le altre banche negli ultimi mesi: quanto credito hai, quanto ne usi, se sei andato oltre i limiti, se hai pagato le rate. Queste informazioni stanno nella Centrale dei Rischi di Banca d'Italia.

Molti imprenditori non l'hanno mai vista, eppure si può richiedere gratis in pochi minuti. Leggerla prima della banca permette di capire in anticipo cosa vedrà l'istruttoria e di presentarsi con le spiegazioni pronte.

Questa guida ha finalità informative e non sostituisce una consulenza professionale sul caso specifico.

1. Cos'è la Centrale dei Rischi

È un archivio gestito da Banca d'Italia in cui banche e società finanziarie segnalano ogni mese i crediti concessi ai propri clienti. Ogni intermediario vede così l'indebitamento complessivo di un cliente verso tutto il sistema, non solo verso di sé.

In generale sono segnalate le posizioni di almeno 30.000 € per cliente presso lo stesso intermediario, considerando insieme crediti concessi e garanzie. Le sofferenze sono segnalate anche per importi molto più bassi. Per questo nella visura di una piccola impresa può comparire solo una parte dei rapporti.

2. Come si richiede la visura

La visura è gratuita. Per un'impresa la chiede il legale rappresentante, per una persona fisica l'interessato. Il modo più rapido è il servizio online del sito di Banca d'Italia, con SPID o CIE; in alternativa si può inviare la richiesta via PEC o presentarla agli sportelli di Banca d'Italia.

Conviene chiedere almeno gli ultimi 12 mesi, meglio 24 o 36: un dato isolato dice poco, conta l'andamento. La visura arriva di solito in pochi giorni, in PDF.

3. Le categorie di rischio

La visura raggruppa i crediti in categorie. Le prime tre sono quelle che si incontrano quasi sempre.

Tabella 1 · Le categorie principali della visura
CategoriaCosa comprendeCosa guarda la banca
Rischi autoliquidantiAnticipi su fatture, salvo buon fine, anticipi export: crediti che si rimborsano con l'incasso dei clientiSe l'utilizzo resta sotto l'accordato e se le fatture anticipate vengono pagate
Rischi a scadenzaMutui, finanziamenti, leasing: crediti con un piano di rimborsoSe le rate sono pagate: la quota scaduta e non pagata compare a parte
Rischi a revocaScoperto di conto corrente e aperture di credito revocabiliQuanto del fido è usato in media e se viene superato
Crediti di firmaFideiussioni e garanzie rilasciate dalla banca per conto del clienteL'impegno complessivo assunto per tuo conto
Garanzie ricevuteGaranzie prestate da terzi (soci, Fondo di Garanzia PMI, confidi) a favore della bancaQuanto credito è coperto da garanzie
SofferenzeCrediti verso clienti considerati insolventi dalla bancaÈ la segnalazione più grave: di fatto chiude l'accesso al credito

Per ciascuna categoria la visura riporta, banca per banca, alcuni importi. I tre da capire subito sono questi:

  • Accordato: il credito concesso dalla banca. L'accordato operativo è la parte effettivamente utilizzabile in base al contratto.
  • Utilizzato: quanto stai usando alla fine del mese.
  • Sconfinamento: la parte di utilizzato che supera l'accordato operativo, oppure, per i rischi a scadenza, le rate scadute e non pagate.

Compaiono anche le richieste di prima informazione: sono le banche che hanno consultato la tua posizione perché stavano valutando una tua richiesta. Molte richieste ravvicinate senza nuovi affidamenti possono far pensare che altre banche abbiano detto di no.

4. Gli indicatori che pesano di più

Le banche trasformano la visura in un punteggio, il cosiddetto modulo andamentale, che si somma a quello di bilancio per formare il rating. Ogni banca ha il suo modello, ma gli ingredienti sono simili.

Tabella 2 · Indicatori andamentali (orientativi)
IndicatoreCome si calcolaQuando preoccupa
Utilizzo dei rischi a revocaUtilizzato ÷ accordato operativo, media dei 12 mesiSempre vicino o sopra il 100%: lo scoperto è usato come finanziamento stabile
Utilizzo degli autoliquidantiUtilizzato ÷ accordato operativoSopra il 100% o sempre al massimo: possibili insoluti o fatture anticipate due volte
Mesi con sconfinamentiNumero di mesi con sconfinamenti o rate scadutePiù di uno o due mesi negli ultimi dodici, soprattutto se consecutivi
Incidenza degli sconfinamentiSconfinamenti ÷ utilizzato totaleOltre pochi punti percentuali
Richieste di prima informazioneNumero negli ultimi 12 mesiMolte richieste senza nuovi affidamenti
Andamento dell'accordatoVariazione dell'accordato operativo in 12 mesiRiduzioni decise dalle banche

Un esempio. Uno scoperto di 60.000 € usato in media per 57.000 € ha un utilizzo del 95%. Per l'impresa è normale amministrazione, per la banca è il segnale che la liquidità è sempre tirata. Lo stesso fido usato in media al 60% racconta un'impresa che ha margini.

5. Quando la visura diventa un segnale di crisi

Due soglie vanno tenute d'occhio, perché hanno conseguenze precise.

  • Default per scaduto: secondo le regole europee in vigore dal 2021, la banca deve classificare in default il cliente con importi scaduti da oltre 90 giorni consecutivi sopra una soglia minima (per le imprese 500 € e l'1% dell'esposizione verso quella banca). Bastano importi piccoli, se durano.
  • Segnale di allarme del Codice della crisi: l'art. 3, comma 4, considera un segnale di allarme le esposizioni verso banche scadute da più di 60 giorni o oltre il fido da almeno 60 giorni, se pesano almeno per il 5% delle esposizioni totali. È uno dei segnali che gli amministratori devono monitorare nell'ambito degli adeguati assetti (vedi la guida sull'allerta della crisi).

Prima di segnalare un cliente a sofferenza per la prima volta, la banca deve avvisarlo. Se ricevi una comunicazione del genere, conviene muoversi subito.

6. Errori e segnalazioni da correggere

Può capitare che una segnalazione sia sbagliata: un fido chiuso che risulta ancora aperto, una rata pagata segnalata come scaduta. Banca d'Italia non corregge i dati da sola: la richiesta va fatta all'intermediario che ha segnalato. Se la banca non risponde o non corregge, ci si può rivolgere all'Arbitro Bancario Finanziario o al giudice.

Per questo è utile controllare la visura qualche volta l'anno, e sempre prima di una richiesta importante.

7. Come presentarsi in banca

La Centrale Rischi non si "migliora" in una settimana: riflette mesi di comportamento. Si può però evitare di peggiorarla e, soprattutto, arrivare preparati:

  • tenere gli utilizzi degli scoperti lontani dal limite, chiedendo per tempo un affidamento adeguato invece di sconfinare;
  • non lasciare rate scadute, nemmeno per importi piccoli;
  • evitare di chiedere credito a molte banche insieme;
  • preparare una spiegazione scritta per ogni anomalia: uno sconfinamento dovuto a un cliente che ha pagato in ritardo, una riduzione di fido decisa per motivi della banca.

Conclusioni

La Centrale Rischi è la carta d'identità finanziaria dell'impresa. Leggerla prima della banca, mese per mese e insieme al bilancio, permette di sapere in anticipo quale giudizio è probabile e su quali numeri si regge.

La Centrale Rischi nel tuo business plan

Con il business plan puoi aggiungere, a 199 € + IVA, la lettura dei tuoi dati della Centrale Rischi banca per banca, il confronto con i bilanci e un rating indicativo con la logica dei modelli bancari.

Contatti

Mandaci i dati. Il report lo scriviamo noi.

Il business plan fino a 1.000.000 € di fatturato si acquista online a prezzo fisso. Per gli altri report, per le startup e per fatturati oltre 1.000.000 € scrivici: ti rispondiamo con prezzo e tempi di consegna.

Emailinfo@reportimpresa360.it
Telefono055 574361
WhatsAppScrivici su WhatsApp
Vedi prezzi e acquista